Vicenza lungo i fiumi...

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Vie d'acqua 2009

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da Il Vicenza (ePolis), 3 febbraio 2010

Il direttore del centro di Novoledo sullo stato della falda sotto al Dal Molin: «Serve più trasparenza»

Se effettivamente un danno alla falda c’è stato, questo sarà irreparabile. A dirlo non sono i comitati contrari alla base Usa al Dal Molin, ma - da tecnico - il direttore del consorzio idrico di Novoledo, Lorenzo Altissimo. Non si schiera né come favorevole, né come contrario all’insediamento militare ma analizza - con i dati (limitati) in possesso - quello che sta accadendo nell’area di cantiere. Con alcune premesse: Altissimo ricorda come il Comune avesse chiesto al suo ufficio di effettuare delle osservazioni alla valutazione d’incidenza ambientale (Vinca). «Lavoro svolto – spiega il direttore - anche con l’ausilio di geotecnici arrivando alla conclusione che i micropali non bastavano come fondamenta per edifici alti oltre 2 metri, ma che servivano pali con una profondità di almeno 18 metri». E questo si è rivelato poi il metodo seguito dai committenti del cantiere. Il centro idrico di Novoledo aveva anche previsto un innalzamento della falda acquifera di circa 25 centimetri con un calcolo stimato utilizzando un sistema matematico calibrato sul Dal Molin, «ma le nostre osservazioni consegnate al Comune non sono state tenute in considerazione».
L’ente di controllo dell’acqua non nasconde i propri timori sulla situazione attuale della falda superficiale. Mancano i dati per misurare la falda prima che venissero impiantati i pali sotto terra, «ma dai pozzi piezometrici installati nel lato vest del Dal Molin, i committenti potrebbero ricavare questo dato e calcolare la situazione ad oggi».
Il dottore Altissimo ha avuto modo di vedere le fotografie scattate dal Presidio nel blitz di domenica: «Da quel che vedo, l’acqua ha invaso le fondamenta e le trincee scavate». Per il direttore si tratta del fenomeno di “drenaggio”: «In pratica in un terreno umido, appena si scava un buco, l’acqua tende a occuparlo, fuoriuscendo dal terreno circostante. Evidentemente le fondazioni realizzate hanno dato questo risultato non voluto».
Sui danni presunti alla falda il rischio esisterebbe: «Se un terreno permeabile vengono impiantati pali in cemento impermeabili, la falda in qualche misura viene deviata e deve trovare un altro percorso di movimento – argomenta Altissimo – impossibile sapere dove defluirà l’acqua, si dovrebbe conoscere la permeabilità del terreno punto per punto». Quel che è certo è che se il danno alla falda c’è stato, questo è irreversibile: «Si dovrebbero togliere i pali – prosegue il direttore del centro idrico – ma nel momento in cui lo si fa resta il buco e questo si riempirebbe d’acqua». È come infilare una matita in una marmellata densa per poi toglierla: la voragine rimarrebbe.
L’ultima considerazione – sempre di ordine tecnico – è sui committenti dell’opera: «Sono dispiaciuto – conclude Lorenzo Altissimo – se i committenti hanno qualche dubbio sui lavori in corso dovrebbero per lo meno mettere a disposizione i dati raccolti per fare delle verifiche o far effettuare degli studi da un ente terzo, senza commissionarli come fatto fin’ora al loro interno»
Mattia Sopelsa
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da www.beppegrillo.it

Intervista a Paolo Carsetti, Forum italiano dei movimenti per l’acqua

L'acqua deve tornare pubblica. Quotare la pioggia in Borsa equivale ad affidare la sopravvivenza delle persone a degli squali. Il prossimo V3day sarà per l'acqua pubblica, l'8 maggio 2010. In Italia manca una cultura diffusa dell'acqua, i fiumi e i torrenti sono inquinati nell'indifferenza di quasi tutti, le sorgenti non sono protette, l'acqua viene sprecata come se fosse un bene inesauribile. L'acqua è il petrolio di questo secolo, l'oggetto di desiderio delle multinazionali, dobbiamo difenderla In Italia esistono movimenti e testimonianze a favore dell'acqua pubblica come il: "Forum italiano dei movimenti per l’acqua".

"Sono Paolo Carsetti, il segretario del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, una rete di associazioni, comitati territoriali, organizzazioni sindacali, sta insieme dal 2006, perché conduce una battaglia rispetto alla gestione pubblica dell’acqua e intende far riconoscere un diritto umano universale.
Abbiamo iniziato redigendo una legge di iniziativa popolare, a fine 2006 e raccogliendo più di 400 mila firme. Ora la legge è in discussione in Parlamento e. visto il quadro parlamentare – istituzionale, non gode di grande sostegno da parte dei partiti presenti in Parlamento e giace in un cassetto. Abbiamo promosso la prima manifestazione per l’acqua pubblica in Italia, il primo dicembre 2007, a cui hanno partecipato più di 40 mila persone, ora stiamo conducendo campagne a livello nazionale tramite tutti i comitati territoriali, realtà associative e sociali, perché crediamo che questo sia l’unico modo per garantire un diritto e un servizio a tutta la popolazione.
In Italia il processo di privatizzazione del servizio idrico è iniziato da metà degli anni 90. Attraverso diversi provvedimenti legislativi si è andata affermando la gestione privata. Questo ha comportato diverse conseguenze sui cittadini, in primis c’è stato un aumento costante negli anni delle tariffe perché, oltre ai costi di gestione, il soggetto privato deve prevedere all’interno della tariffa, così come dice la legge, un profitto che noi come cittadini e utenti paghiamo al gestore. Quello che ci era stato raccontato, nel momento in cui si era avviato il processo di privatizzazione, era che lo Stato non poteva fare più fronte ai costi di gestione del servizio idrico, agli investimenti necessari per ristrutturare la rete idrica che ormai è vetusta e è definita un colabrodo e che dovevano intervenire soggetti privati perché solo loro potevano apportare i capitali necessari.
Quello che si sta registrando, e tutti i dati sono concordi sul fatto che all’inizio degli anni 90, gli investimenti annui erano pari a circa 2 miliardi di euro l’anno, oggi si registrano investimenti pari a circa 700 milioni di euro l’anno, ora abbiamo da una parte un innalzamento delle tariffe per garantire il profitto ai soggetti e ai gestori privati e dall’altra una diminuzione degli investimenti e anche della qualità del servizio.
C’è un altro fatto fondamentale rispetto al processo di privatizzazione, se io sono un soggetto privato e devo gestire un servizio, e quindi anche distribuire una risorsa, l’obiettivo che mi pongo sarà quello di aumentare la quantità di prodotto che vendo anno dopo anno, tant’è vero che in Italia i "piani di ambito" che sono i piani attraverso i quali si gestisce la risorsa idrica, prevedono nei prossimi anni un aumento dei consumi pari al 18% circa, ossia i gestori privati prevedono un aumento di quella che è la vendita del proprio prodotto. Questo credo sia assolutamente da scongiurare, anche perché i cambiamenti climatici, quello che è il riscaldamento globale ha come primo effetto e come prima conseguenza, proprio un aumento della scarsità della risorsa. Allora bisognerebbe approntare politiche di risparmio idrico, politiche di uso sostenibile della risorsa, questo, i soggetti privati, anche legittimamente rispetto a quella che è la propria "mission" imprenditoriale non lo possono garantire, lo può garantire esclusivamente una gestione attraverso enti pubblici, proprio perché il suo primo obiettivo è di garantire un servizio e un diritto a tutti, anche per le generazioni future, e di poter usufruire di identico patrimonio naturale.

Cosa può fare il cittadino per contrastare il processo di privatizzazione dell’acqua in Italia? Noi abbiamo messo in campo diverse campagne: una è quella di modifica degli statuti comunali e provinciali, proprio perché l’ultimo provvedimento approvato dal Governo a novembre 2009, fa riferimento alla privatizzazione dell’acqua, perché riconosce nel servizio idrico un servizio a rilevanza economica e quindi deve essere messo necessariamente sul mercato e sottostare alle leggi del mercato e della libera concorrenza. Noi riteniamo che il servizio idrico e quindi l’acqua non sia un bene di rilevanza economica, non sia un bene che debba sottostare alle leggi del mercato, ma vada garantito come un diritto di tutti, per questo i cittadini possono promuovere delle raccolte firme all’interno del territorio della propria Provincia e comune, per stimolare il Consiglio Comunale o il Consiglio Provinciale a approvare delle deliberazioni che modifichino lo Statuto comunale tramite l’inserite del riconoscimento del diritto umano all’acqua e tramite l’inserimento del riconoscimento del servizio idrico come servizio pubblico – locale privo di rilevanza economica. In questo modo l’ente locale, il Comune o Provincia può riappropriarsi della podestà decisionale, di come gestire il servizio idrico e quindi fuoriuscire dalla legislazione nazionale e questo è fondamentale proprio per mettere uno stop al processo di privatizzazione in Italia.
Abbiamo già lanciato e lo faremo anche nei prossimi giorni una manifestazione nazionale proprio in occasione della giornata mondiale dell’acqua che ogni anno cade il 22 marzo, il 20 marzo, il sabato precedente lanciamo una grande manifestazione per l’acqua pubblica e per la difesa dei beni comuni a Roma, cui chiamiamo anche a partecipare tutti quei movimenti, quelle realtà un po’ disilluse anche dal fallimento della Conferenza di Copenaghen, si stanno battendo rispetto al tema della giustizia climatica.
Contemporaneamente è stato lanciato da diverse forze politiche e anche il forum italiano dei movimenti per l’acqua crede di dover partecipare alla battaglia referendaria per abrogare tutte quelle norme che hanno consentito e garantiscono la privatizzazione dell’acqua in Italia, in primis l’ultimo Art. 15 del Decreto Ronchi approvato a novembre, ma anche tutte quelle leggi che hanno permesso l’ingresso dei privati e anche delle multinazionali nella gestione del servizio idrico in Italia in tutti questi anni.
Tutte le iniziative che il forum italiano movimenti per l’acqua mette in campo e ha messo in campo, potete trovarle sul sito del forum: www.acquabenecomune.org quotidianamente aggiornato, con la possibilità di raccolta firme rispetto agli Statuti comunali, insieme a quello che verrà da qui alla raccolta firme del referendum e alle iniziative per la manifestazione nazionale del 20 marzo."

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da RaiNews24

La verità sulla privatizzazione dell'acqua

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Il Giornale di Vicenza, Sabato 28 Novembre 2009 CRONACA Pagina 23

IERI ALL’OLIMPICO. L’assessore Lazzari: «Un comitato scientifico lavora a “Le vie d’acqua”»
Mercalli spiega alla città come ridurre gli sprechi
Il noto meteorologo presenta il suo Manifesto: «Non invento nulla ma riporto esperienze efficaci che altrove hanno già attuato»

mercalli e lazzariMolti la chiamano l’acqua del sindaco e non importa il colore del primo cittadino. Quel che conta è che ciò che esce dai rubinetti delle case vicentine sia così buono che se non è minerale poco ci manca. Protagonista a tavola, l’acqua è anche una delle scommesse dell’amministrazione comunale che quest’anno raddoppia la sfida lanciata con le “Le Vie d’acqua. Vicenza lungo i fiumi".
Come, lo spiega l’assessore comunale all’urbanistica e alla cultura Francesca Lazzari: «Abbiamo affidato ad un comitato scientifico il compito di studiare le prossime iniziative artistiche e culturali, in tabellone nel mese di giugno, e due convegni di portata internazionale su tematiche riguardanti le risorse idriche ed i cambiamenti climatici. Gli argomenti sono di scottante attualità, basti pensare solo alle questoni che stanno agitando il Parlamento sulla privatizzazione di questo bene». Chiamati a farne parte il professor Paolo Massaruto ed il noto meteorologo Luca Mercalli, con quest’ultimo invitato a presentare il suo “Manifesto sul clima per Vicenza".
Una sorta di insediamento ufficiale il suo, nello splendido Odeo del Teatro Olimpico. In giacca ed elegante camicia azzurra a maniche lunghe, il climatologo star di “Che tempo che fa" non usa perifrasi ma neppure frasi ad effetto. E quasi si scusa per il nome posto sotto il titolo: «In realtà io non ho inventato niente ma riporto cose che qualcuno, già da 15 anni, sta facendo sistematicamente. Oltralpe ma anche a 50 chilometri da qui, in Alto Adige». A pochi giorni dagli incontri di Copenhagen (7-18 dicembre) e dalla convenzione quadro dell’Onu sui cambiamenti climatici, il “Manifesto" sembra un’anticipazione sintetica dei grandi temi in discussione.
«Con questo documento - sottolinea Mercalli - intendiamo suggerire una serie di linee guida alle amministrazioni individuando in modo organico gli assi di intervento da percorrere per scongiurare gli effetti del riscaldamento globale, tendenza in atto da due decenni». Due però le regole da seguire: lotta agli sprechi e fare rete tutti assieme. Soprattutto una questione culturale nel Paese dei mille campanili, è difatto il primo intervento riguarda proprio l’informazione ambientale. «Invece non si capisce perché in Italia vi sia tanta resistenza su questi temi».
Mercalli incalza: promozione e incentivazione delle pratiche di efficienza e risparmio energetici, delle energie rinnovabili, dell’uso della risorsa idrica ma anche incoraggiamento delle pratiche di autoproduzione alimentari (orti urbani e recupero orti rurali), riduzione dei rifiuti, differenziazione spinta e compostaggio le cose da fare: «Tra l’altro vanno nella direzione delle piccole imprese che qui sono sistema. Insomma, bisogna cambiare l’approccio, armonizzare le leggi e sostenere queste campagne. Piccolo ed efficente è meglio»

Teatro Olimpico 27 novembre 2009 Teatro Olimpico 27 novembre 2009 Teatro Olimpico 27 novembre 2009 Teatro Olimpico 27 novembre 2009

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Vie d'acqua 2010. Il Manifesto di Vicenza sul clima

Manifesto di Vicenza sul climaVenerdì 27 novembre, all'Odeo del Teatro Olimpico di Vicenza, LUCA MERCALLI ha inaugurato i lavori per la II edizione di "Vie d'acqua. Vicenza lungo i fiumi" ed ha presentato il MANIFESTO SUL CLIMA PER VICENZA con Daniele Pernigotti, docente universitario ed esperto di cambiamenti climatici, e Carlo Giupponi, direttore della Scuola di dottorato in “Science and Management of Climate Change” dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

[Manifesto di Vicenza sul clima, PDF]

[comunicato stampa, Comune di Vicenza]

[Immagini da Vie d'acqua 2009]

 

 

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Vie d'acqua 2009

«E già stiamo pensando all’edizione del prossimo anno»

da Il Giornale di Vicenza, Lunedì 27 Aprile 2009

Spettacoli, concerti, incontri, mostre e percorsi urbani sono stati molto seguiti
Una città che ama le sue vie d’acqua
In 4 giorni oltre 3500 persone nonostante il finale bagnato

ponte pusterla di seraFinale bagnato, ma bilancio fortunato per “Vie d’acqua”, la manifestazione promossa dall’assessorato alla Cultura e da “Acque Vicentine” in collaborazione con l’associazione “Meccano 14”. La kermesse, partita con vari prologhi il 18 e 19 aprile e poi sviluppatasi tra giovedì 23 e ieri, è stata seguita da oltre 3.500 persone. [...] Ampia la partecipazione del pubblico a “Vie d' acqua”, con punte da “overbooking” sabato, quando sia le passeggiate che le pedalate, che la navigazione sul Bacchiglione hanno dovuto accogliere decine e decine di partecipanti in aggiunta a quelli preventivati, per poter soddisfare tutte le richieste. Addirittura ieri pomeriggio, sotto una pioggia scrosciante, una quarantina di coraggiosi si era comunque presentata per la pedalata delle 15, poi rinviata a uno dei prossimi fine settimana. [...] Numerosi anche i turisti che hanno preso d'assalto l'ufficio informazioni turistiche di Piazza Matteotti per ritirare i programmi della manifestazione.
«La risposta positiva del pubblico quanto le proposte presentate - afferma l’assessore alla Cultura, Francesca Lazzari - ci ha sorpresi. I numerosi, positivi riscontri ci confortano molto, perché si trattava di una scommessa. Invece, la significativa partecipazione, l’interesse per il nostro progetto da parte degli sponsor, in primis Acque Vicentine, ma anche tutte le imprese che hanno sostenuto la manifestazione, è indice che abbiamo colto nel segno. Questo grazie anche all'impegno e alla passione messi sul piatto da "Meccano 14". E già stiamo pensando all’edizione del prossimo anno».

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26 aprile 2009

Oggi, ultimo giorno di "Vie d'acqua", piove. Tanto...
Tocca spostare la programmazione al coperto. Peccato.

Facile l'ironia: "L'avete chiamata, l'acqua", "L'anno prossimo, cambiate titolo: Via l'acqua!".

Però ieri, che giornata!

Handel in piazza Matteotti

In ottanta di mattina e in cento nel pomeriggio hanno partecipato alla pedalata guidata da Matteo Rinaldi.
In centocinquanta hanno seguito Stefano Ferrio nel percorso guidato a piedi.
In duecento hanno "litigato" per salire in barca all'approdo di Ponte Pusterla.
E poi trecento ad ascoltare Oliviero Beha dibattere di privatizzazione dell'acqua; oltre duecento per le letture ai Giardini Salvi ed altrettanti la sera a Ponte Pusterla. Per finire con i settecento spettatori del concerto dei Musicali Affetti con i visual di Giuseppe La Spada, in Piazza Matteotti.

Guarda la galleria fotografica. Leggi la rassegna stampa.

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25 aprile 2009

Succede durante "Vie d'acqua"... Senza parole.

da Il Giornale di Vicenza, Venerdì 24 Aprile 2009

IL CASO. L’allarme ieri pomeriggio: ignoti hanno scaricato idrocarburi dalla zona di via Molini
Gasolio sversato in acqua. Inquinato l’Astichello
Forte odore in centro città e chiazze sul Bacchiglione Per ore al lavoro Arpav, Provincia, Aim e Vigili del fuoco

Uno sversamento consistente di gasolio ha inquinato ieri prima l’Astichello e poi il Bacchiglione. L’allarme è stato dato nel primo pomeriggio, quando parecchi residenti del centro storico hanno iniziato a sentire un forte odore di idrocarburi proveniente dal fiume, in particolare nella zona di ponte degli Angeli, ma anche dall’ospedale e da parco Querini. In molti hanno chiamato la centrale operativa dei vigili del fuoco a partire dalle 13.15 ipotizzando uno sversamento.
In pochi minuti, sono intervenuti i tecnici dell’Arpav, la squadra antinquinamento della Provincia, Aim acqua e successivamente la polizia locale e i vigili del fuoco. I tecnici hanno verificato come in vari punti del Bacchiglione ci fossero delle chiazze oleose. Andando a ritroso, hanno individuato che arrivavano dall’Astichello e precisamente dalla zona di Marosticana-Saviabona. Dopo le ricerche, è stata individuata in via Molini la zona del probabile sversamento, la cui quantità Arpav non è riuscita a stimare sia per il ritardo con cui è stato dato l’allarme sia per la velocità della corrente, dovuta alla portata d’acqua consistente per le piogge degli ultimi giorni.
Da quanto è stato ricostruito, è assai probabile che qualcuno hanno sversato in acqua del gasolio, anche se non è escluso che possa essersi rotto un qualche vecchio serbatoio fuorilegge, come accaduto di frequente in passato in zone diverse della città. Nulla, comunque, di paragonabile al guasto dell’oleodotto militare nel territorio comunale di Monticello Conte Otto avvenuto poco più di un anno fa, che aveva provocato un serio danno ambientale. In questo caso, infatti, le chiazze sarebbero rimaste in superficie senza causare danni alla fauna.
I tecnici coordinati da Francesco Rigobello hanno sistemato due barriere oleoassorbenti dopo aver buttato in acqua delle polveri, nella zona di via Cricoli e vicino alla ex motorizzazione. In serata - l’intervento è durato parecchie ore - con i pompieri è stata creata una terza barriera nella zona dei ponti di Debba, dove il flusso è più lento e i “salami” sono più efficaci.
«L’inquinamento è stato causato non da un episodio accidentale, ma ancora una volta da una volontà dolosa. Il liquido, infatti, è stato riversato nella fognatura. Abbiamo realizzato - spiegano dall’amministrazione provinciale, con il funzionario Baldisseri - una serie di sbarramenti per tamponare il problema. Fermata l’emergenza, resta ora da capire chi e perché ha deciso di utilizzare quelle fogne come scarico improprio e improvvido».
I vigili urbani hanno avviato le indagini per risalire al responsabile dello sversamento. Nei giorni prossimi saranno sentiti alcuni vicentini che vivono e lavorano nella zona di via dei Molini.

 

24 aprile 2009

Quattrocento spettatori al concerto di Christian Fennesz, nonostante il freddo.

il pubblico al concerto di fennesz

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22 aprile 2009

meteoDomani sera inizia il weekend di "Vie d'acqua". Come da programma, ci saranno speciali proiezioni all'aperto, fiaccolate in canoa sul Retrone, il concerto di Christian Fennesz (leggi l'intervista che ci ha rilasciato nei giorni scorsi)

Un aspetto determinante su tutti: il meteo.

Se sarà acqua anche dall'alto, gli appuntamenti di giovedì 23 (proiezioni e concerto Fennesz + La Spada) e di venerdì 24 (incontri, proiezioni e concerti) si terranno al teatro Astra. Il programma potrebbe in tal caso subire modifiche, ma gli orari resterebbero (per quanto possibile) invariati.

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18 aprile 2009

Venerdì 17 aprile è stata inaugurata, al Centro InformaGiovani, la mostra “EMERSIONI. GIOVANI ARTISTI VISIVI SULL'ACQUA", realizzata nell'ambito del Progetto Informastranieri dell'Assessorato all'Istruzione e alle Politiche Giovanili, con il contributo della Regione Veneto – Assessorato ai Flussi Migratori. La mostra sarà visitabile fino al 26 aprile, tutti i giorni dalle 15 alle 22.

Partecipano alla collettiva: Neil Baba Ali Turqui, Marco Corain, Mirco Corato, Lisa Crawshaw, Verònica De Marinis e Alberto Salvetti, Damiano Fasso, Valerio Guadagno, Milena Hrušovska e Giovanni Canova, Ludovico Sartor, Sohee Son, Irene Tognato, Suvi Maaria Tirronen, Victor Zanasco.

Immagini dell'inaugurazione di "Emersioni"

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3 aprile 2009

Definito il programma di "Vie d'acqua", la manifestazione movimenterà il centro cittadino dal 23 al 26 aprile con concerti, incontri, spettacoli, installazioni e percorsi guidati. Tra gli ospiti il musicista elettronico Christian Fennesz, lo scrittore Giuseppe Pederiali e i giornalisti Oliviero Beha ed Ettore Mo.

Il programma di "Vie d'acqua"

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2 aprile 2009

Venerdì 24 aprile, alle 21.45, il pubblico di "Vie d'acqua" potrà assistere all'incontro "Immagini dell’acqua: società, cultura (e cinema)" con Massimiano Bucchi (Università di Trento e Observa Science in Society) e Alberto Brodesco (Università di Udine). Nell'occasione sarà presentato il filmato “Acqua a 35 mm”, realizzato appositamente per la manifestazione.

Observa è anche l'associazione che organizza, con il Comune di Caldogno, la terza edizione della rassegna "Scienza e Società si incontrano nell'architettura", dal 16 al 19 aprile. Maggiori informazioni le trovate qui.

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22 marzo 2009 - Giornata Mondiale dell'acqua

La “pedalata dell'acqua" - progetto di percorso guidato in bicicletta a cura di Matteo Rinaldi per "Vie d'acqua - Vicenza lungo i fiumi" - replicherà sabato 25 e domenica 26 aprile 2009 con partenza da piazza Matteotti (mattina ore 9.30 - pomeriggio ore 15). Andrà dal Bacchiglione a ponte Pusterla fino al Tesina lungo strade poco trafficate, sterrati e piste ciclabili, con visita all'acquedotto vicentino.

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22 marzo 2009 - Giornata Mondiale dell'acqua

Un gruppo di volontari si occupa della ripulitura e della sistemazione dell'approdo al fiume in prossimità di ponte Pusterla (vicino all'ex parcheggio Aci a S.Biagio): sarà utilizzato come spazio per iniziative durante la manifestazione e verrà poi "restituito" alla città come luogo d'incontro.

L'approdo al fiume di ponte Pusterla: prima e dopo

pusterla prima pusterla dopo

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Per informazioni: info@meccano14.org